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Sanremo, la canzone italiana e la musica ai fornelli


? Zio Burp 21 February 2014

“Papà, ma tu ascolti sempre musica quando cucini?”. 
Quando mia figlia me lo chiede, me ne rendo conto (il disegno qui sopra è suo). Sì, ascolto sempre musica. E cucino meno di quanto vorrei. Perché non sono mai a casa e quindi cucino solo nel weekend. E sempre ascoltando musica. E qual è la musica migliore per cucinare non lo so proprio.
 Per me è sempre e solo la mia musica del momento. Nel senso: mi è capitato di cucinare minestroni con dei carol natalizi, oppure minestroni con Frank Zappa. O minestroni con Mozart e altri con Monk o con i Beatles. Per non dire di zuppe e passati di verdura con Capossela o De Gregori.
 Si capisce che mi piace il minestrone, ok. E che per me anche la musica è un continuo calderone in cui mescolare gusti, stili, sapori, assaggiare, condire, remixare, insaporire. Mescolare. Mi piace un sacco mescolare. 
E in questi giorni sanremesi mi son chiesto se non ci sia un menu nascosto nei testi della canzone italiana. E ho provato a cercarlo, siete pronti? State attenti perché a un certo punto ho bisogno di aiuto.

L’antipasto potrebbe essere A cimma genovese di De Andrè. E magari Champagne, per brindare a un incontro. Il primo sarà una toscanissima Pappa col pomodoro oppure, che so, degli Spaghetti a Detroit (o le Tagliatelle di mia suocera che si chiama Nonna Pinu). 
 La frutta esotico-erotica sarebbe ovviamente Banane e lamponi. Per dessert  non avrei dubbi: il Gelato al cioccolato, specie se salato, no, grazie. Io prendo un Gelato al limon, grazie, vero limon, mi raccomando. Alla fine del pasto un Caffè nero bollente, perché Settemila caffè francamente sarebbero troppi. E infine il Whisky facile di Fred. Anche perché da quella volta, Non bevo più tequila.

Finisco il pasto lievemente euforico e mi sorge un dubbio (Che cosa hai messo nel caffè?).
 Manca qualcosa? Sì, manca un secondo. Forse un’Insalata ‘e mare di arboriana memoria? Magari con Una fetta di limone che altrove era nel thè.
 Ecco, forse nella canzone italiana manca una bistecca, un arrosto, una frittata, se ne conoscete aiutatemi a riempire quel buco nel menù, grazie.
 Però a guardar bene un secondo c’è.
 Ma occorre davvero andare a ravanare negli archivi preistorici sanremesi per ripescare il roast-beef di Musetto (Modugno, 1956) o persino delle misconosciute Trote blu del 1957 o 
Come ho trovato le trote blu, dite?

Ho scoperto che esiste uno studio – ahimè, non recente  – che ha catalogato la presenza dei temi e della parole alimentari nell’archivio storico dei testi sanremesi. 
Ebbene dal 1951 al 2005, il cibo è presente sul palco del Festival solo in 27 canzoni su oltre 1500, poco più dell’1,5%. E la canzone con più calorie – non era difficile immaginarselo – è interpretata da Maurisa Laurito, ve la ricordate?
 Credo che uno di questi giorni farò una playlist condivisa su Spotify, ci vediamo lì?

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